Alcuni amministratori della Tuscia hanno pensato bene di imboccare la strada delle energie rinnovabili “alternative” – ovvero queste energie da fonti dette rinnovabili che in realtà nella media producono energia per 25 % di tempo necessario . Fonti inaffidabili dunque che non risolvono veramente la questione energetica. Sappiamo d’altra parte che i target di produrre 30 percento dell’energia da fonti rinnovabili entro 2030 è inutile perché per ridurre i problemi climatici, dovremmo smettere di consumare energie fossili immediatamente. Purtroppo nessuno ha l’intenzione di salvare il mondo dal riscaldamento e ancora meno l’ambiente visto che nessuno parla di riorganizzazione intelligente dell’economia mondiale – ovvero sviluppare un consumo responsabile. Ad esempio non utilizzare aria condizionata onde non è indispensabile, ridurre inquinamenti da pesticidi, trasporti, acque usate, ecc., smettere con la deforestazione ed il consumo di suolo e al contrario riforestare. ridurre lo spreco e l’ingestione di cibo,… Ma recentemente, apprendiamo che il comune di Tuscania ha dato l’OK a un mega impianto di fotovoltaico a Terra (250ha) e intende sacrificare una intera zona rurale alle energie da fonti dette rinnovabili. Nei prossimi giorni scopriremo la Tuscia della distruzione paesaggistica e delle lobby delle energie da fonti dette rinnovabili – la Tuscia dei politicanti che lasceranno ai propri figli cemento e campi di fotovoltaico.

Sappiamo bene che mentre si produce l’olocausto del paesaggio, il consumo effettivo di energia da fonti fossili aumenterà e che questi 30% raggiunti saranno appena sufficienti ad amortizzare l’aumento di consumo di energia totale. Immaginiamo quante cave e quanta distruzione saranno necessari alla conversione tecnologica (lithium, cadmio, Rame,…). Nessuno vuole parlare di riorganizzazione intelligente dell’economia mondiale ma alcuni vogliono parlare di produrre più energia con mulini a vento e pannelli fotovoltaici.

Nella foto si vede l’aspetto tipico delle zone intorno a centri di produzione energetica e sottostazioni. In questo caso tralicci intorno ad un impianto di fotovoltaico a terra vicino a Civitavecchia.