Il paesaggio “rinnovabile – paesaggio usa e getta o paesaggio dispensabile. Paesaggio e ambiente – danni collaterali accettati. Anzi guai a chi osa voler mettere un freno alla macchina ossessionale della “crescita” dei capitali di alcuni. Toccare il dogma del liberismo economico – Ohhh! No!? L’unico criterio preso in considerazione nella realizzazione di un progetto di impianto eolico o fotovoltaico (al meno così sembra) è il criterio economico – gli interessi finanzieri dei produttori.
E interessante vedere come i lobby delle rinnovabili tentano di fare passare le persone che non vogliono vedere la loro qualità di vita annientata dall’onda speculativa delle energie da fonti dette rinnovabili vengono trattati come dei patetici NIMBY. Assurdo. E semplicemente assurdo che qualcuno che ha scelto di vivere in un luogo fantastico per il suo contenuto rurale e paesaggistico o naturalistico o storico viene trattato come un minus abens. Qualcuno che ha scelto di vivere in campagna per contemplare la nature e il canto delle cicale e degli uccelli viene costretto a sentire il rumore di generatori elettrici e/o il fischio delle pale lunghe decine di metri degli aerogeneratori che fendono l’aria. E assurdo che qualcuno che da un giorno all’altro, senza essere avvisato dai propri amministratori pubblici, viene circondato da una zona industriale che sostituisce il paesaggio originale. Coloro che difendono la loro qualità di vita non sono dei Nimby come vorrebbero far credere. Tra l’altro, il risultato ottenuto da tale distruzione paesaggistica da un punto di vista strategico (economico ed ambientale) è più che discutibile.
In questa foto si tratta sempre di questo impianto fotovoltaico a terra vicino ad una sottostazione a Nord di Civitavecchia.