Certo, oggi questi siti si trovano anche da google maps. Avete generalmente anche diritto a una pletora di foto per mostrarvi bene prima quello che andrete a vedere… All’epoca invece, quando abbiamo cercato Castel Cordigliano per la prima Volta eravamo andati all’avventura senza controllare prima su Google maps. Allora, i telefoni cellulari assomigliavano più a dei telefoni che a dei computer-mappe ambulanti. C’erano questi piccoli schermi LCD dove si poteva scrivere un numero o una frase sulle due o 8 linee disponibili. Queste tastiere gommose che facevano un clic clic morbido. Comunque eravamo andati all’avventura con questo libro-guida (il primo che parlava di questi posti) che spiegava le situazioni geografiche con disegni enigmatici e descrizioni di marcatori geografici improbabili tipo “tomba del cavallo”. Ci siamo dunque lanciati in un avventura improbabile seguendo più gli elementi archeologici e paesaggistici che ci attraevano che le indicazioni incomprensibili della guida. In realtà una confusione di questi due obbiettivi diversi: trovare il rudere del castello o seguire casualmente l’istinto di scoperta in questo luogo altamente suggestivo dove si incontrano tagliate, tombe, pareti verticali. Eravamo arrivati alla conclusione che il rudere giaceva in cima ad uno sperone e cercavamo l’accesso all’altura tufacea arrampicandosi i terreni scoscesi ai piedi del dirupo. In queste condizioni, ogni metro è interessante. Strada facendo siamo arrivati al fiumiciattolo e abbiamo scoperto questa sorta di diga. Poi siamo ripartiti alla ricerca di un accesso all’altura e abbiamo finalmente trovato un passaggio per arrampicarsi tra due mazzi di tufo della parete.