Che noia!? Ogni volta che devono aumentare inutilmente il consumo di suolo, le associazioni di categorie e altri industriali propinano la stessa retorica. Serve il lavoro! Serve il lavoro. Serve il lavoro! Come se l’unico modo di creare dei posti di lavoro era di asfaltare tutto senza criteri e di aumentare inutilmente il consumo di suolo in aree protette piuttosto che aree rurale di interesse. E chiaro che l’economia del rispetto ambientale e paesistico non fa lavorare le stesse persone, ma molto probabilmente l’economia del rispetto dei beni paesistici fa lavorare più persone (artigiani, locali,…) dell’economia dello stupro ambientale – che a lungo termine, presenta a priori anche dei costi aggiuntivi in termini di salute e ambiente. Invece di spalmare nuovo cemento a due passi da ruderi romani nella nuova zona vincolata potrebbero piantare le alberature necessarie a mitigare l’impatto visivo della Superstrada. Potrebbero ristrutturare i vecchi casali, e con la SS675 nascosta dal verde, trasformare l’area vincolata in un luogo di grande valore paesistico. Mitigando la SS675 e ristrutturando i casali, dalla tagliata di Porta Faul alla a madonnina fino all’apertura dei grandi spazi che si aprono sui monti della Tolfa, il percorso storico-termale sarebbe di grande qualità.