Laggiù, disseminati nella valle che porta al Lago Boracifero, tre o quattro centrali geotermiche sputano in aria del vapore acqueo con uno o più di altri elementi quali H2S, CO2, SO2, ammoniaca, metano e boro, che sono le emissioni più comuni e conosciute delle centrali geotermiche, e non ultimi i vapori di mercurio,… Un fumo che sale rapidamente e si sgretola nel calore di questa mattinata di settembre che si alza sulle colline di una delle zone più selvagge del centro Italia. La foschia e il gioco dei pendii che si succedono confonde la vista delle centrali che si rendono più evidenti per il fumo continuo che esce dai camini. Questi impianti sparsi sembrano delle gigantesche creature robotiche che dormono. Producono giorno e notte – mi fanno pensare alle regine delle formiche o a quella regina del film ‘Alien’. I camini sembrano fuoriuscire dalla schiena di queste mostruose creature distese – non tutti emettono fumo. Prima dell’arrivo delle attività di produzione energetica principalmente tra il 1995′ e il 2005, la vallata e i monti che si estendono all’orizzonte erano di alto valore paesaggistico. Uno scenario ormai trasformatosi in una sorta di zona industriale estesa, una zona di produzione di energia elettrica.

Il Lago Boracifero è uno dei tre giacimenti di energia geotermica di questa zona della Toscana tra Senese, Pisano, e Grossetano. Qui già esistevano fumarole e manifestazioni geotermiche naturali ma, adesso l’uomo si è messo a pescare l’energia termica del pianeta più in profondità – diversi chilometri, a volte anche con l’aiuto di fracking geotermico.

Inutile dilungarsi per spiegare che anche l’energia geotermica, fotovoltaica e eolica sono energie sporche o “diversamente rinnovabili”. Inutile ricordare i potenziali rischi del fracking per l’ambiente – particolarmente in zone a rischio sismico con una crosta sottile e una situazione tettonica complessa. Piuttosto che “pulite”, chiamiamo queste energie “low emission” o diversamente rinnovabili. Più avanti troverete una serie di citazioni e referenze dove potrete approfondire la questione dell’impatto ambientale delle centrali geotermiche.

Anche i più entusiasti promotori di queste energie diversamente rinnovabili glissano per non dover ammettere che nonostante siano meno inquinanti delle energie da fonti fossili, sono comunque un danno ambientale e sono costretti di ammettere che mancano (in particolare riguardo al fracking) i dati per poter creare modelli con margini di errore accettabili, o capire che succede realmente là sotto. Ricordiamoci anche che l’unica energia realmente pulita è quella che non si consuma.

Mi sposto più verso la parte alta delle colline per vedere se si scoprono altre strutture o se trovo un altro punto di vista su questi mostri fumanti che succhiano il calore della terra. L’odore di acque termali è mediamente forte ma diversa da quella che conosciamo nel viterbese. C’è una nota chimica in più, mi pizzicano il naso la gola e sento un irritazione nei bronchi e nei polmoni. Sensazione piuttosto sgradevole che ricorda il disagio di passare in una zona appena fertilizzata a tappeto con prodotti chimici o irrorata di pesticidi o diserbanti. Presumo che uno ci si abitui? Oppure vada altrove? Infatti non c’è nessuno. Poi c’è questo rumore continuo di aereo di linea al rallento o di generatore elettrico indistriale (70-80 dB a 1km) Più vado avanti da Monterotondo Marittimo verso il Lago Boracifero e fino a Larderello, più mi sembra di essere nella quarta dimensione… Il piccolo villaggio è deserto, le serrande chiuse. Una persona anziana cammina con difficoltà. Nelle zone intorno alle centrali geotermiche con quelle strutture giganti apparentemente disabitate non c’è nessuno in vista. I vivi sono tutti in quelle macchine con la scritta Green Power. Le macchine (delle Clio) e i furgoni che entrano e escono da stradine dove è indicato su un segnale marrone il nome dell’impianto – generalmente questo si nasconde più o meno dietro zone alberate. Quanto è curiosa questa sensazione di vedere solo quelle macchine e niente altro. Poi c’erano quelle file di grossi sacchi bianchi che ho incontrato in diversi punti – dopo ho notato le sigle R dei rifiuti speciali e “a” che sembra proprio quello dell’amiante. Probabilmente quelli osservati lungo il fiume e in un paio di altri siti erano anche cosi?

La centrale geotermica non è la cosa più brutta – ha l’eleganza grottesca di queste strutture della siderurgia dell’ARBED o di quei giganti palazzoni popolari di Sao Paolo ai confini della favella do Martim. E più il fatto che creano uno sprawl esagerato e hanno trasformato questa visuale che si estende lontano in un paesaggio di zona industriale – senza parlare che la zona pare invivibile con questa aria irrespirabile. Almeno questa è la mia prima impressione.

Certo, a leggere i seguenti rapporti/articoli, pare evidente che la situazione del pianeta è critica e che a migliorare il modello economico e energetico/ambientale mondiale ci dovevamo pensare 50 anni fa. Che succede adesso è che si usa il panic button per spingere a più attività industriale ma non si parla mai di ridimensionare il consumo e di ripensare l’economia mondiale. Risultato è che il consumo di carbone aumenta con le emissioni (anche il geotermico emette carbonio come si vede nei collegamenti sotto), la deforestazione aumenta, all’inquinamento delle falde da pesticidi e fertilizzanti si aggiunge l’inquinamento dal geotermico….

https://economictimes.indiatimes.com/news/science/earth-heading-towards-irreversible-hothouse-state-study/articleshow/65303788.cms

http://oceanleadership.org/effects-climate-change-irreversible-u-n-panel-warns-report/

Il vero problema delle energie da fonti diversamente rinnovabili è che vengono gestite con l’ unico scopo di lucrare per una minoranza selezionata di individui in collusione(?) con i governi – per lo più sfruttando fondi pubblici. Il secondo vero problema del discorso delle energie diversamente rinnovabili è che si parla sempre di ambiente nel senso di produrre più energia da fonti diversamente rinnovabili e mai di salvare l’ambiente da inquinamento, deforestazione, pesticidi, plastica usa e getta, consumo di suolo, estinzioni di massa e riduzione della biodiversità (anche batterica), farmacia, interferenti endocrini ecc. Ricordiamo che l’assorbimento della CO2 si fa dalle piante e dal mare con il fitoplancton.

E molto curioso che per decenni abbiamo prodotto energia da diversi fonti – che oggi chiamano sporche – e in 40 anni non mi era mai capitato di essere colpito dal danno ambientale causato dalle centrali di produzione energetica e non mi era mai capitato di sentire un disaggio immediato nelle vie respiratorie o essere colpito dal disastro paesaggistico causata da queste. Adesso che il mondo si popola di impianti energetici che si nutrono di energie chiamate dagli interessati “pulite”, vedo una strage ambientale e paesaggistica senza paragone. Mai tanto degrado in cosi poco tempo. Paradossale no!? In effetti l’energia “green” porta bene il suo nome perché sostituisce il green e cancella le aree verdi – invece di piantare alberi, le tagliamo.

L’altra questione importante è sapere perché tutti questi progetti di stravolgimenti territoriali vengono passati sotto silenzio e presentati fisicamente alla popolazione quando i fatti contrattuali sono compiuti e irreversibili e che cominciano a piantare i soliti picchetti e fettucce sul terreno – magari laddove c’era una sorgente – con le ruspe pronte e il cartello con il nome dell’ingegnere, ecc.

Per fare un confronto tra l’osservazione dei danni paesaggistici in questa parte collinosa della Toscana e l’Alto Lazio e la Tuscia (o Etruria rupestre in particolare), è necessario tenere conto di una differenza fondamentale: la topografia e la vegetazione. Laddove nella parte centrale della Toscana sono riusciti a confinare i siti geotermali in tre zone delimitate da confini topografici, questa manovra appare molto più difficile a realizzare nella Tuscia dove il paesaggio è caratterizzato proprio da grandi spazi pianeggianti con rilievi ai confini. Giusto nascondendo gli impianti in fondo a valli si potrebbe limitare i danni anche se la valle stessa viene ovviamente sacrificata. L’inserimento in zone alberate è un altro fattore che riduce l’impatto visivo delle centrali. Chiaramente l’aumento della foschia e il rumore importante nonché i potenziali danni alla salute sono un problema. Da notare che nel contesto attuale di grave crisi del consumo di suolo e della riduzione degli spazi naturali, sacrificare aree rurali così importanti è un crimine contro le generazioni future. Ripeto che nei tre siti Toscani che si trovano in questa ampia zona naturale tra le province di Pisa, Siena e Grosseto il danno paesaggistico è contenuto perché ogni area geotermica è contenuta in una specifica area geografica delimitata da rilievi, Nella Tuscia, Tale avventura geotermica sarebbe la fine del paesaggio.

Appaiono nell’ordine le centrali dell’area del Lago Boracifero, di Larderello, e di Radicondoli. L’impatto visivo delle centrali di Radicondoli è molto più ridotto dei siti precedenti per colpa del bosco e della situazione isolata del fianco di montagna. Un cittadino dell’area di Radicondoli ha confessato che i primi anni l’impianto aveva reso l’area invivibile. L’audio del video è in parte inquinato dal rumore di fondo dello stabilizzatore dell’obbiettivo e potrebbe sembrare più forte che lo era alla distanza osservata nelle riprese. Era comunque presente in ogni caso con più o meno forza.

In conclusione ci impongono di fatto e sotto banco le energie diversamente rinnovabili per salvare l’ambiente, ma alcune emettono un sacco di gas nocivi (tra l’altro molto di quel CO2 incriminato), distruggono il paesaggio aumentano drammaticamente e irreversibilmente il consumo di suolo, inquinano le falde, costano un patrimonio al contribuente, creano un inquinamento acustico e visivo senza precedente con i conseguenti effetti negativi sulla salute,… E nel frattempo per salvare l’ambiente non prendono nessuna misura e non creano il quadro normativo per una vera riduzione del consumo di energie fossili e la produzione di inquinanti (riorganizzazione dell’economia mondiale, trasporto, spreco, pesticidi, monoculture, consumo di suolo, riorganizzazione del settore dell’edilizia, ecc…)

Alcuni studi e fatti che mostrano che l’energia prodotta da fonti diversamente rinnovabili è tutt’altro che “pulita”

0. La geothermia su grande scala un danno alla salute dei cittadini? Valutazione dei dati sanitari dei comuni geotermici della Toscana.

http://www.medicinademocraticalivorno.it/index.php?option=com_content&view=article&id=1015:la-geotermia-uccide-un-riassunto-di-isde

1. Questa tabelle del Consumo di suolo per fonti di energia mostra bene che tendenzialmente le fonti di energia diversamente rinnovabili hanno un consumo di suolo nettamente superiore alle fonti classiche.

http://i.i.cbsi.com/cnwk.1d/i/tim//2010/05/29/LandUseAndrews.JPG da https://www.cnet.com/news/figuring-land-use-into-renewable-energy-equation/

2. Le emissioni di CO2 da centrali geotermiche sono importanti. In Turchia hanno dimostrato essere quasi due volte superiori alle emissioni da centrali a carbone.

https://pangea.stanford.edu/ERE/db/WGC/papers/WGC/2015/02065.pdf

3. Emissioni di mercurio da centrali geotermiche

http://www.arpat.toscana.it/datiemappe/dati/emissioni-di-mercurio-degli-impianti-geotermici

4. Le emissioni di gas a effetto serra da fonte geotermica sono tutto meno che “zero emission”, anzi.

http://www.jardhitafelag.is/media/PDF/S12Paper103.pdf

5. Il rumore causati dagli impianti geotermici è relativamente importante, si sente da più chilometri e a 900 metri, abbiamo un livello sonoro da 70 a 80dB. E simile a quello dei sistemi di aerazione industriali o ai motori di un aereo di linea al rallento (sono turbine).

https://www1.eere.energy.gov/geothermal/pdfs/egs_chapter_8.pdf

6. «L’impermeabilità totale di un foraggio è un illusione!» Sottolinea François Renard, professore di Scienze della Terra all’Università di Grenoble (L’Hebdo, 28 agosto 2014). Dunque la probabilità che durante le trivellazioni o nel corso degli anni gli inquinamenti di acquiferi e terreni non sia trascurabile.

7. Per gli impianti geotermici a circuito aperto tutta l’acqua prelevata deve essere reintrodotta nella STESSA falda. L’utilizzazione di prodotti chimici è limitata e regolamentata. http://www.geothermie-perspectives.fr/article/enjeuxGMI – Nella regione Lazio vogliono autorizzare il prelievo da una falda e la ricollocazione in una diversa. http://www.anit.it/wp-content/uploads/2016/05/Regione-Lazio-n-3-210416.pdf

8. La quantità di gas a effetto serra nell’atmosfera ha già passato il livello critico e l’emività del CO2 atmosferica supera i mille anni. E superiore all’emività degli scarti radioattivi. Possiamo dire che senza un cambiamento drastico del modello di consumo e arresto immediato della produzione di gas a effetto serra, arriviamo rapidamente a un riscaldamento di 2 gradi e effetto terra calda.

https://economictimes.indiatimes.com/news/science/earth-heading-towards-irreversible-hothouse-state-study/articleshow/65303788.cms

http://oceanleadership.org/effects-climate-change-irreversible-u-n-panel-warns-report/

9. Un approccio generale alle questioni ambientale della geotermia https://www.ucsusa.org/clean_energy/our-energy-choices/renewable-energy/environmental-impacts-geothermal-energy.html

https://sosgeotermia.noblogs.org/2018/08/19/titanic-amiata-anche-lisde-conferma-la-gravita-del-problema-salute-ma-si-continua-a-far-festa-come-nulla-fosse/

10. L’acqua è patrimonio dell’umanità. La salute individuale e collettiva dipende da essa. Nuove forme di governo democratico devono essere create. La democrazia partecipativa è inevitabile.

Il MANIFESTO DELL’ACQUA di Lisbona (1998) a cura Comitato internazionale per il Contratto Mondiale sull’Acqua

11.long term impacts of SGE on the subsurface are unclear

Impacts of shallow geothermal energy

on groundwater quality

A hydrochemical and geomicrobial study of the effects of

ground source heat pumps and aquifer thermal energy storage

Matthijs Bonte | 2013

12. L’area di diluzione (zona intorno alla centrale senza abitazioni) per le aree geotermiche dovrebbe essere molto più grande che per le altre industrie inquinanti d’Islanda.

Hellisheiði: A Geothermal Embarrassment

https://www.mbl.is/frettir/innlent/2012/06/14/meiri_mengun_en_talid_var/

13. La mappa dei progetti per il Lazio

unmig.mise.gov.it/unmig/geotermia/titoli/lazio.pdf

14. Il fracking geotermico e la sismicità indotta (terremoti causati dall’attività umana, in questo caso lo sfruttamento dell’energia geotermica)

https://www.npr.org/2013/07/11/200515289/wastewater-wells-geothermal-power-triggering-earthquakes?t=1538512979313

https://www.ecowatch.com/south-korea-earthquake-fracking-2563846110.html

https://www.powermag.com/assessing-the-earthquake-risk-of-enhanced-geothermal-systems/

http://www.sciencemag.org/news/2018/04/second-largest-earthquake-modern-south-korean-history-tied-geothermal-plant

https://www.eenews.net/stories/1060080335

https://phys.org/news/2018-04-evidence-geothermal-pohang-earthquake.html

15. Inquinamento delle acque superficiali e sotterranee.

Hellisheiði: A Geothermal Embarrassment