Trovo sempre piacevole fermarmi a Monte Romano. Mi da la sensazione di ritornare indietro nel tempo – un paese di campagna di trent’anni fa. Non è quel cliché di bellezza del borgo sullo sperone di roccia o l’affollarsi di chiese e vicoli antichi. Sono forse le due grandi piazze del viale principale con gli alberi e la chiesa in fondo, l’alberata – ormai dimezzata a dir poco. Una sensazione di spazio e di campagna, la presenza del mondo preservato della Tolfa da un lato, e dell’altro il poligono militare. Il bellissimo antiquarim comunale e le trattorie, i bar, gelaterie, pizza al taglio,…
Anche nel massimo della stagione estiva non esiste tutto questo transito da rendere il “paese strada” sgradevole.
Se il traffico fosse tale da richiedere una superstrada, Monte Romano sarebbe un paese invivibile con chilometri di coda tutti giorni – con quel passaggio dell’arco a senso unico alternato. Solo delle persone che hanno perso il senso della responsabilità e il rispetto della vita possono spingere a fare una superstrada superflua in una zona come questa – in una zona protetta. Certo, pur di arricchirsi esistono delle persone capaci di avvelenare i propri figli sotterrando rifiuti tossici dove capita nelle campagne, ci sono persone che distruggono vite e nazioni…